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IMMAGINI DELLO SPIRITO Cesare Ronchi Sono convinto che Papa Montini, vada ben oltre le asserzioni di Jaques Maritain, a proposito dell'arte spirituale ispirata al cristianesimo, e mentre le idee del filosofo cattolIco francese apparivano solo autorevoli raccomandazioni comandazioni o istruzioni per l'uso, il discorso della Sistina che Paolo VI Indirizzò aglI artisti nel 1964 è stato, invece, un vero dettato del quale la Chiesa stessa forse non ha ben compreso la profondità dell'assunto, giacché penetra nell' essenza medesima dell' arte e del suo libero esercizio con un richiamo all' etica e invitando a perseguire soprattutto la qualità poetica ed estetica. Le opere azzimate e compunte, descrittive, prive d'ogni qualità poetica, per malintesa intenzione accademica conservatrice, secondo il Papa, non dovrebbero essere accolte dal clero perché, appunto, prive di spiritualità essendo surrogato, oleografia, Quel prodigioso discorso apparve quasi rivoluzionario; era un invito a prendere atto che tutta l'arte -per sua natura- é spirituale, ispirata, e non può altro -per insita verità- che rappresentare forme e pensieri che sono testimonianza della sensibilità trascendentale. La raccomandazione di Paolo VI era rivolta anche alla generica resistenza del clero, opposta all'arte contemporanea soprattutto per conservatlsmo e inadeguatezza culturale, esortando ad accogliere l'opera di qualità a testimoniare la spiritualità dei nuovi fedeli, dicendo che il mondo ha bisogno di bellezza, e dando l'esempio l'anno successivo al suo discorso, col recare in dono all'ONU una Crocifissione del pittore espressionista Georges Rouault, tra i pittori meno "piacevoli" che si possa immaginare, ma tra quelli più animati da una vera, intima pietas cristiana. Circa il concetto di "bellezza" c'è sempre stato ampio margine d'equivoco. Bisogna ancora, forse, chiarire -Papa Montini lo dichiarò senza possibile equivoco- che a definire il bello non può essere il soggettivo gusto individuale, ma servono gli strumenti di un' adeguata cultura specifica, la conoscenza dei criteri che presiedono al pensiero artistico, e precisava indirettamente che tra estetica e teologia, tra fede e bellezza, consiste un rapporto di forte coesione ideologica. Temo, con quest'abbrivio, d'essermi incamminato per un difficile sentiero. La perorazione completa dell' argomento potrebbe occupare le pagine di più volumi, ad esserne capaci, ma certamente non è questa l'occasione per assolvere un onere cosÌ impegnativo perché, invece, qui occorre la concisione e la brevità consigliabili per la presentazione dello scultore Cesare Ronchi con sue opere grafiche e plastiche nella piccola chiesa di San Francesco, e loro aderenza allo specifico ambientale, capacità a svolgere il tema prescritto. Ronchi si è distinto per la capacità di adattare le proprie creazioni a funzioni pratiche ed uso corrente. Questo, intanto, ci parla della vera liberalità dell' artista, della sincera modestia che lo ha indotto ad esporre il suo delicato intervento per il III Premio Bozzolo. Al proposito, non mi sembra inutile denotare che l'artista predilige modellare piuttosto che intagliare, non solo per la sua lunga pratica nel campo ceramico, pur essendo un abile intagliatore (memorabili certe sue sculture in legno). Simile scelta non risulta solo da una preferenza d'ordine tecnico, giacché l'argilla permette una realizzazione relativamente più veloce e istintiva, favorendo l'espressività emotiva e trattenendo ogni segno della gestualità impegnata nella realizzazione, quanto riflette belle particolarità del carattere umano dell' artista, persona franca, diretta, generosa e artista facondo. Soprattutto i suoi ibridi tra bronzo e ceramica, che permettono d'accordare sostanze apparentemente estranee tra loro, arricchendo le forme con gli amplianti colori della maiolica, rendono Cesare Ronchi personalità originale e notevole nel panorama agguerrito della scultura italiana, la migliore in campo internazionale. Ronchi frequenta spesso soggetti religiosi ed ha realizzato in questo campo importanti opere, pubblicamente collocate in sacri edifici, guadagnandosi l'encomio d'intenditori laici e religiosi. Serve anche rammentare che la scultura è, forse, la più rituale tra le arti classiche, perché l'opera plastica è il risultato della conversione del gesto in una forma tangibile. Credo superfluo, forse anche banale, e tuttavia m'attira, citare l'atto con cui, secondo l'Antica Scrittura, Dio creò l'uomo plasmandone la forma nell' argilla (risalendo più addietro riscontriamo episodi simili nella mitologia e nelle più oscure religioni). L'atto plastico, dunque, contiene in sé una valenza di sacrale verità immutabile. L'artista scultore espone la propria creazione, derivante dalla sua esperienza poetica, la presenta alla luce che la rende visibile, perciò vera. Questa confidenza con la sfera spirituale gli ha consentito di porsi anche il tema religioso, con laico rispetto. Penso che Cesare Ronchi non segua pensieri tortuosi mentre plasma l'argilla, benché perfettamente consapevole tanto per cultura quanto per sensiiblità. Non si sofferma sulla concettualità dell' atto perché gli preme di più produrne fisicamente il senso poetico attraverso la propria capacità d'emozione che trova la concentrazione nel contatto con la materia: per lui la scultura è una continua sperimentazione empirica, dunque inesauribile scoperta. Evidenziare l'abilità tecnica di Ronchi, non solo è inutile, ma potrebbe risultare diminutivo valutando la franchezza, la libertà nel manipolare la materia che gli permette d'imprimere una forte sensazione di movimento, costruendo equilibri precari, la protensione in caduta oppure spinta da linee vettrici risalenti. Le composizioni oblique sono tipiche, inconfondibili. Il turbinoso movimento delle forme richiama Giambologna (celeberrimi i suoi animali in movimento) e poi Bernini con i travestimenti spettacolari del Barocco. Disegnatore abilissimo, si avvale di un segno rapido e deciso, netto, con gestualità ampia, che utilizza soprattutto nei grandi fogli paralleli alle creazioni plastiche, oppure progettuali per analizzare preventivamente dettagli costruttivi delle sculture. Questi fogli sono cosÌ pregevoli da sollecitare una specifica attenzione per la forza espressiva e come traccia visibile del pensiero estetico dell'autore. Il disegno rivela apertamente le forze e l'intensità spirituale, dinamiche della sua poetica che consiste - come ha scritto Mario De Micheli - nell' accedere all' ermetica complessità del flusso vitale in cui siamo immersi. (R.M.) Le opere
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